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Testamento olografo e patologie

  • irenegancigraf
  • 8 lug
  • Tempo di lettura: 2 min
A notary sharpening his pen - Gabriel Metsu (1653 circa)
A notary sharpening his pen - Gabriel Metsu (1653 circa)

Sono molti e spesso ingegnosi i modi in cui un testamento olografo può essere falsificato ma tra questi, l'imitazione della grafia del testatore rimane la più diffusa. Imitare una scrittura può essere un'impresa particolarmente ardua, specie quando il testatore è una persona anziana o affetta da particolari patologie ed è proprio in queste circostanze che, in genere, sorgono i dubbi sull'autografia del documento. Come stabilire, ad esempio, se un testamento sia interamente autografo quando il gesto grafo-motorio è stato nel tempo modificato o addirittura stravolto da problemi articolari o patologie neurodegenerative? In generale, un bravo grafologo forense, è in grado di guardare oltre le apparenze e (letteralmente) leggere tra le righe l'essenza di una specifica grafia, riconoscendo tra tutti quegli irrigidimenti e tremolii la naturale gestualità grafica dello scrivente. Il lavoro del grafologo forense, tuttavia, deve fermarsi qui: salvo rari casi, il grafologo forense non è un medico e, pertanto, non può avventurarsi in diagnosi o, peggio, basare il proprio elaborato su deduzioni grafopatologiche non adeguatamente supportate da medici. In alcune occasioni - particolarmente delicate - per rispondere a specifici quesiti, il grafologo forense dovrà necessariamente ricercare la collaborazione di specialisti che lo aiutino a stabilire e dimostrare i reali effetti di quella particolare patologia sulla scrittura. Addentrarsi in campi che esulano dalle competenze strettamente richieste al grafologo forense può (a mio avviso) essere rischioso, non tanto per la credibilità del grafologo quanto più per l'esito del dibattimento. Il grafologo forense, in sintesi, può certamente riconoscere tremori o irrigidimenti e sulla base delle loro caratteristiche farsi un'idea precisa di come quel testamento sia stato redatto ma quando le circostanze lo richiedono, ovvero quando la patologia assume un rilievo del tutto centrale all'interno della perizia, come in ogni cosa è bene riconoscere a ciascuno le proprie competenze.


Irene Ganci

Grafologa Forense riconosciuta ai sensi della L. 4/2013. Iscritta all'albo dei Periti del Tribunale di Palermo. Socia Ordinaria A.G.P (Associazione Grafologi Professionisti). Tutor del corso di specializzazione in Grafologia Forense di ArigrafMediterraneo.

Cell: +39 324 74 65 844 E-mail: ireneganci.graf@gmail.com



 
 
 

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